Monitorare in modo accurato la nutrizione e i livelli di glicemia è oggi possibile grazie a tecnologie sempre più avanzate, che permettono a pazienti e professionisti di gestire condizioni metaboliche complesse in modo quotidiano e personalizzato. Alcune malattie rare, come le glicogenosi, diventano veri e propri “meta‑modelli naturali” utili alla ricerca per comprendere meglio i meccanismi biologici e sviluppare approcci diagnostici e terapeutici sempre più efficaci.
In questo contesto si inserisce il seminario dedicato alla Glicogenosi di Tipo VI, una condizione ereditaria caratterizzata da un deficit enzimatico epatico che compromette la capacità del fegato di mantenere stabile la glicemia, soprattutto durante il digiuno. A presentare un caso clinico studiato durante il tirocinio accademico è stata Miriam Montesardi, giovane mesagnese prossima alla laurea presso l’Università di Bologna.
L’incontro ha offerto una panoramica multidisciplinare sul ruolo della Nutrizione Clinica Integrata, indispensabile per personalizzare il trattamento, e sulle tecnologie digitali di monitoraggio glicemico, strumenti che migliorano significativamente la qualità di vita dei pazienti. Sono stati illustrati i percorsi clinici sperimentati presso il Policlinico S. Orsola‑Malpighi di Bologna e gli aspetti genetici alla base della malattia, utili anche come riferimento per altre patologie metaboliche.
Durante il seminario è stato invitato a illustrare il progetto OSCAR il Dott. Alberto Argentiero, consulente del progetto. Il Dott. Argentiero ha avuto modo di mettere in luce i progressi effettuati nel corso degli ultimi mesi, soffermandosi, come ultimo traguardo raggiunto, sulla messa a punto del sito web e dell’InfoPoint telefonico.
Il seminario, introdotto dal Prof. Alessandro Distante, ha visto la partecipazione di Monica Priore, nota testimonial del diabete di Tipo I, e di esperti dell’ASL Brindisi – Eleonora Conte, Amalia Mariotti, Salvatore Distaso – in un confronto che integra endocrinologia, nefrologia, cardiologia e genetica.