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Intervista al Dott. Luigi IAMELE – Operatività e sviluppo della UOC Pneumologia dell’Ospedale “Perrino” di Brindisi

Durante la conferenza “Un Nuovo Paradigma nelle Malattie Polmonari” tenutasi all’ISBEM lo scorso 13 luglio, Il Dott. Luigi IAMELE, dirigente medico della UOC Pneumologia dell’Ospedale Perrino di Brindisi (direttore Dott. Eugenio Sabato), ci parla della realtà operativa – in ulteriore sviluppo – del team in cui lavora per affrontare e gestire al meglio le patologie a carico dell’apparato respiratorio.

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Può il polmone riparare sé stesso quando subisce un danno?

In passato si pensava che solo alcuni tessuti del corpo umano si potessero rinnovare (es. pelle, epitelio del tratto gastro-enterico, etc.).

Oggi invece si sa che tutti i tessuti possono rinnovarsi, anche se con ritmi differenti; questo perché hanno al loro interno delle speciali cellule che possono moltiplicarsi al fine di rigenerare il tessuto: si tratta delle cellule staminali.

La rigerenazione del polmone:
Negli ultimi anni si è iniziato a parlare della rigenerazione del tessuto polmonare. Un pò come accade con la coda della lucertola, in alcuni esperimenti sui topi si è potuto constatare che, asportando uno dei due polmoni, l’altro cresce di dimensioni in rapporto alla parte asportata dando origine, di fatto, alla rigenerazione del polmone con la vascolarizzazione del nuovo tessuto.

La dimostrazione della rigenerazione nell’uomo si ebbe nel 2012 quando, sulla rivista New England Journal of Medicine, venne pubblicato un articolo relativo ad un caso di una donna di 33 anni, alla quale venne asportato il polmone destro per un tumore polmonare. Subito dopo l’intervento, la capacità respiratoria della donna si ridusse drasticamente (la capacità respiratoria può essere misurata con una spirometria, un esame semplice, veloce, non invasivo e disponibile presso l’ISBEM).

A distanza di 15 anni, in questa donna, che nel frattempo condusse una vita regolare dedicando anche tempo all’attività fisica, la capacità polmonare migliorò di gran lunga, fino a ritornare a livelli di normalità. Ciò fu ben visibile grazie alla Risonanza Magnetica, con cui si verificò che nel tempo ci fu una graduale crescita del tessuto del polmone rimasto.

Come mai?
Gli stessi autori di questo studio hanno inizialmente avanzato l’ipotesi che il polmone ha la potenzialità di aumentare il numero delle proprie cellule quando queste vengono ad essere ridotte, proprio come accade dopo l’asportazione di un polmone.

Sempre sulla stessa prestigiosa rivista scientifica venne inviato un caso-studio simile condotto su un’altra donna fumatrice di 60 anni a cui venne asportato un polmone, ma il risultato era che la capacità polmonare nel tempo non aumentava come nella ragazza di 33 anni. La differenza era che il polmone era più largo ma a causa dell’enfisema, ad aumentare non era il numero di cellule funzionanti e quindi la capacità polmonare ma aumentava la malattia. Evidentemente le cellule staminali delle vie aeree come le cellule basali hanno la loro funzione di rigenerazione polmonare all’occorrenza per buona parte della vita e col tempo perdono la loro capacità.

Dal 2012 ad oggi la ricerca è andata avanti e con un articolo pubblicato quest’anno su Protein & Cell per la prima volta, alcuni ricercatori dell’ Università di Tongji in Cina hanno rigenerato i polmoni danneggiati dei pazienti, utilizzando il trapianto autologo di cellule staminali polmonari in uno studio clinico pilota.

 

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Se vuoi approfondire la tematica delle malattie polmonari, ne parlerà il Prof. Marco Confalonieri in occasione della conferenza che si terrà questa sera all'ISBEM.

 


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Fumo e tumore al polmone: sono realmente più a rischio i fumatori?

La risposta scaturisce degli studi scientifici condotti sui dati del Registro Tumori Italiano (AIRTUM)


In ogni parte del mondo il tumore al polmone rimane uno dei tumori più aggressivi, con un tasso di sopravvivenza sotto il 20% a 5 anni dalla diagnosi. A causa dell’alta diffusione e della bassa sopravvivenza, rappresenta una delle più comuni cause di morte per tumore. In Europa, nella graduatoria per diffusione è al terzo posto dopo il tumore alla mammella e quello alla prostata.

Dal confronto tra il triennio 1999-2001 e il triennio 2008-2010, i nuovi casi di tumore registrati in Italia sono diminuiti negli uomini passando da 85 a 67,8 per 100.000 abitanti, mentre sono aumentati nelle donne passando da 17,7 a 21,9 per 100.000 abitanti, il che si traduce in 28.000 nuove diagnosi di tumore in un anno per gli uomini e 13.500 nelle donne.

Il fumo di sigarette è senza dubbio il più rilevante fattore di rischio per l’insorgenza di un carcinoma del polmone: ad esso, infatti, è attribuibile l’85-90% di tutti i tumori polmonari (su 10 diagnosi di tumore, 9 sono attribuibili al fumo di sigaretta). Vi sono però anche altre cause che possono generare tumore al polmone: la genetica, l’inquinamento dell’aria, l’inquinamento degli ambienti chiusi (ad es. presenza di gas come il radon) e il fumo passivo.

Ciò detto, si afferma spesso che il tumore al polmone possa insorgere anche senza aver mai fumato una sigaretta; a riguardo però i numeri parlano chiaro: rispetto ai non fumatori, il rischio di ammalarsi di tumore al polmone aumenta di circa 14 volte per chi fuma e fino a 20 volte nei forti fumatori (oltre le 20 sigarette al giorno).

 

Rischio relativo di ammalarsi di tumore al polmone

 

Il periodo di latenza tra l’esposizione al fumo e l’insorgenza del cancro è di circa 30 anni, per questo possiamo affermare che le attuali statistiche sul cancro del polmone riflettono il numero di fumatori degli anni ’80 . L’aumento del tasso di tumore al polmone nelle donne e la diminuzione negli uomini, così come sopra evidenziato, può essere spiegato con il fatto che in Italia - dagli anni 60 ad oggi - l’abitudine degli uomini a fumare è diminuita dal 65% al 23,9% e nelle donne è aumentata dal 6,2% al 18% (rilevazione del 2008) con un picco del 26% nel 1990.

Una magra consolazione per l’Italia è rappresentata dalla percentuale del 14,3% di sopravvivenza dei pazienti a 5 anni dalla diagnosi, percentuale di poco più elevata rispetto alla media europea (13,0%).

Referenze:
  • Trends in Lung Cancer and Smoking Behavior in Italy: An Alarm Bell for Women. Trama A, Boffi R, Contiero P, Buzzoni C, Pacifici R, Mangone L, and AIRTUM Working Group. Tumori Journal, Vol 103, Issue 6, pp. 543 – 550. 2017. Leggi lo studio
  • I NUMERI DEL CANCRO IN ITALIA 2016. Rapporto AIRTUM 2016 I numeri del cancro in Italia - 2016

 


Se vuoi approfondire la tematica delle malattie polmonari, ne parlerà il Prof. Marco Confalonieri in occasione della conferenza che si terrà domani 13 luglio 2018 all'ISBEM.

 


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