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Erasmus Plus: storie di extra-ordinaria ricerca

Si è concluso con successo lo scambio di ricerca di Paula Gomis Rosa, la matematica ventitreenne laureata all’Università di Alicante che grazie al progetto Erasmus Plus ha trascorso quattro mesi all’Istituto ISBEM.

Si è occupata di modellistica applicata alla biomedicina, intessendo relazioni con esperti del settore e supportando la squadra dell’ISBEM. Paula Gomis Rosa è tornata in Spagna e prosegue il suo percorso di studi con un Master in bio-informatica, interesse sorto proprio grazie al confronto con il team di ricerca dell’ISBEM. “Con Paula – ha dichiarato il presidente Alessandro Distante – abbiamo avviato un percorso che consente di allargare gli orizzonti, accogliendo studiosi da ogni parte d’Europa.

Le opportunità che ne conseguono sono naturali. Ci piace parlare di bene generativo, bene che genera bene, intendendo con questo la responsabilità sociale di ognuno a rimboccarsi le maniche e a partecipare attivamente perché le comunità crescano”. Adesso l’ISBEM attende cinque nuovi studenti che hanno scelto di svolgere il tirocinio formativo in via Reali di Bulgaria e hanno già chiarito le tematiche anche trasversali di cui occuparsi.

Tra queste, il tema della responsabilità innovativa non è in secondo piano. E proprio su questo argomento che necessita di azioni a cascata di cittadini e istituzioni, l’istituto ha anche concluso un percorso di dottorato incentrato sul meta-modello sviluppato, quello del Monastero del Terzo Millennio.

Se vuoi avere maggiori informazioni in merito ai numerosi progetti in corso, vieni a conoscerci.

 

Olio su legno – Il Monastero del Terzo Millennio 
opera donata dall’artista spagnolo Juan Miguel Gomis

Scambi di ricerca: dal Portogallo a Mesagne

All'ISBEM per sviluppare progetti a sostegno delle fasce più deboli.

Servizi e politiche sociali per un cittadino autonomo. E' stato questo l'oggetto di studio della docente universitaria portoghese Clàudia Garcia gradita ospite dell'ISBEM per una settimana.

La Professoressa Garcia, presidente del Club Interculturale Europeo, ha incontrato diverse figure che nel territorio si occupano di processi sociali al servizio del cittadino. Dal presidente del Centro Servizi al Volontariato Rino Spedicato all'assistente sociale, responsabile dell'ufficio di piano del Comune di Mesagne, Mina Campana, per conoscere e discutere di progetti e politiche a beneficio di una comunità generativa. La professoressa Garcia ha selezionato l'istituto di ricerca ISBEM sulla base degli innumerevoli progetti vinti a livello europeo.

Il presidente Alessandro Distante ha proposto la riattivazione dello sportello sociale, progetto nato per offrire servizi gratuiti e garantire una più attiva partecipazione del cittadino al mondo della sanità. All'interno dello sportello, una vera e propria finestra di aiuto, esami diagnostici anche di prevenzione. E a proposito di nuovi progetti in cantiere, manca sempre meno al lancio ufficiale di "New agorà", una occasione di confronto sull'attualissimo tema del dialogo intergenerazionale.
Ringraziando la partecipazione della professoressa Garcia a vivacizzare il fermento culturale che caratterizza l'ISBEM, invitiamo ricercatori, studenti, giovani universitari e professionisti della società civile a venirci a trovare. Insieme possiamo convertire le idee in progetti.

 

 

Generosità gratuita per il territorio: con il 5x1000 è possibile

Si può essere generosi ed aiutare – in modo gratuito – il proprio territorio? Certamente sì!

Un gesto concreto, che non costa davvero nulla – è il 5×1000 dato agli enti di ricerca. Questo straordinario mezzo di sussidiarietà nato nel 2006 consente che una parte (5×1000) delle proprie tasse finisca a chi riteniamo possa meritarla, in quanto fa qualcosa di buono!

In linea teorica, tutto ciò che non è esclusivamente per se stessi, può essere definito carità. Pur essendo difficile sapere chi ha più bisogno (e quindi…a chi devolvere il 5×1000 al momento della denuncia dei redditi?), resta il fatto che la salute è un bene primario e non è un caso che la maggior parte dei soldi del 5×1000 vada ad istituti che si impegnano a migliorare e incidere sulla salute di ognuno, soprattutto lontani dal Mezzogiorno. Infatti, circa il 89% del 5×1000 va istituzioni del Nord e Centro Italia e solo l’11% va ai centri del Mezzogiorno!

Secondo uno studio che paragona i comportamenti altruistici di questo tipo tra i vari Paesi europei (realizzato nel 2015 dalla francese CerPhi: centro studi sulla filantropia) secondo cui gli italiani che “praticano” la filantropia (dal caffè sospeso alla grande donazione) sono solo il 30% del totale rispetto all’85% degli olandesi, il 70% dei polacchi, il 70% degli svizzeri, il 64% degli svedesi, il 55% dei britannici, il 49% dei francesi, il 38% dei belgi, il 33% dei tedeschi. Peggio di noi solo gli spagnoli, con il 19%. Secondo questa ricerca (Assif),solo un terzo degli italiani è «brava gente», cioè davvero pochi. C’è da dire che il nostro sistema fiscale – nonostante le mille promesse sentite negli anni – non incentiva la generosità, rispetto ad altri Paesi. Tuttavia, da ben 11 anni, abbiamo la possibilità di rimediare devolvendo in opere buone, che oltretutto possono trasformarsi anche in attività rivolte a nostro vantaggio, senza neanche mettere mano al portafoglio: questa è l’opportunità offerta ai cittadini dal 5×1000che possono devolvere questa piccola percentuale delle loro tasse (che lo Stato comunque sottrae con l’Irperf) a sostegno di enti che svolgono attività socialmente rilevanti. E fra questi l’ISBEM.

Destina il tuo 5X1000 all’ISBEM, Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo. La tua donazione intelligente consentirà di attivare dottorati di ricerca e studi clinici specifici aumentando il tasso di ricerca ed il numero dei ricercatori nel Mezzogiorno.

Cosa fare per donare

La prima cosa da fare se intendi donare il tuo 5 per mille a Isbem è informare il tuo CAF, commercialista o consulente fiscale.

Sarà sufficiente indicare nell’apposito spazio il codce fiscale ISBEM: 01844850741

Possono donare il 5 per mille (senza nessun costo aggiuntivo) tutti i contribuenti che compilano il modello 730 oUnico, ma anche coloro che hanno ricevuto la Certificazione Unica (anche se esentati dalla dichiarazione)

Per maggiori informazioni CLICCA QUI