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L'Ex Convento dei Cappuccini riconosciuto come Luogo del Cuore dal FAI

L’ex-Convento dei Cappuccini di Mesagne evolve in Monastero del 3° Millennio (M3M), un luogo per persone che diffondono cultura, arte e scienza, per innovare la comunità con i saperi e gli strumenti appropriati.

Il Comune ha dato il bene in comodato d’uso all’ Impresa Sociale ISBEM (Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo) che senza scopo di lucro lo valorizza con le intelligenze locali che si formano per fare ricerca. Nel passato, monaci e monasteri trasmettevano la conoscenza alla società in vari modi. Oggi, nel Mezzogiorno sempre più povero di capitale umano per l’imponente esodo, tale funzione viene svolta dai ricercatori che, nei luoghi della memoria, possono testimoniare la loro missione territoriale. Snodo operativo fra gli attori del progresso (istituzioni, ricerca, imprese, enti del terzo settore, scuola e comunicazione), nel M3M si individuano criticità, si trovano soluzioni sostenibili, si genera coesione sociale e si portano ritorni economici e immateriali (culturali, morali, etici, etc.) alla comunità.

Come?

Con le idee forti, il capitale umano ricco di competenze, con i progetti e i fondi scaturiti dai bandi nazionali e internazionali. Visitando il M3M, in aggiunta allo spettacolare monumento della storia cristiana, si ammira lo sforzo di una comunità scientifica in cammino verso l’innovazione, dato che il virtuoso connubio tra passato (Convento dei Cappuccini), futuro (Società della Conoscenza) e risorse (Talenti e Patrimonio), può facilitare la costruzione del futuro con le proprie mani. L’ex convento dei Cappuccini origina da un insediamento monastico di rito greco, la cui chiesa (dedicata a S. Maria di Stigliano e concessa ai Francescani nel 1539) è ora inglobata nella struttura, che ha una navata con volta a crociera e vari affreschi da restaurare e valorizzare.

Abbozzato da tuguri basiliani nel 1548 e completato da Lucantonio Resta, arciprete mesagnese, da Padre Antonio da Putignano e dalla Famiglia Albricci, il cui stemma è ancora sulla facciata, il convento ospitò frati di grande spiritualità, quali Giacomo da Molfetta e Angelo da Castellaneta, ministri della provincia di S. Girolamo. Nel 1866 il Regno d’Italia confiscò i beni ecclesiastici; così il Convento fu abbandonato a malincuore dall’ultimo Priore Cappuccino, il mesagnese Frate Francesco al secolo Cosimo Passaro. La struttura fu caserma doganale, scuola, asilo dei poveri (i Cappuccinari), carcere fino al 1971 e poi deposito fino al 2000, quando divenne Casa del Pellegrino, restaurata coi fondi del Giubileo. Allora si riscoprirono gli affreschi di S. Francesco (1568) e l’affresco semicircolare (1592) con il Santo che adora Cristo deposto sul grembo di Maria, con un angelo che suona il violino. In chiesa, un altare barocco è sormontato da una dolce Madonna con Bambino. Nel chiostro c’è uno splendido pozzo, mentre una scala in pietra, con i segni di cinque secoli d’uso, porta al primo piano dove le celle dei frati sono ancora in grado di ospitare ricercatori, studenti, docenti, etc.. In tale ambiente accogliente, quasi un collegio/convento aperto al mondo, ISBEM promuove dal 2007 l’innovazione sociale con dottorati di ricerca, europrogettazione, orientamento pre-universitario, life long learning, summer e winter school, corsi per sentinelle dell’ambiente e la salute, corsi di teatro e musica, sportello sociale per la seconda opinione, comitati per promuovere studio e ricerca fra giovani e adulti, etc..

In sintesi, il M3M intende diffondere la cultura del Paradigma del Dono come antidoto al diffuso Paradigma del Calcolo. Così, impegnandosi a donare, i Cittadini restituiscono alla comunità ciò che loro stessi hanno ricevuto da molti altri e che possono arricchire con passione, impegno e competenze. Con tale approccio, si innerveranno di linfa innovativa anche le comunità periferiche che non possono rischiare il degrado sociale e l’analfabetismo di ritorno.

Dai anche tu il tuo contributo per valorizzare e restaurare la struttura in modo da non disperderne il valore storico e culturale e consolidandone il ruolo di innovazione sociale nella Comunità.

Per farlo CLICCA QUI e vota per l'Ex Convento dei Cappuccini come Monastero del Terzo Millennio e Luogo del Cuore riconosciuto dal FAI (Fondo Ambiente Italiano).

Grazie!

 

 

Cento Storie – Osservazioni e Casi Medici

Evento di presentazione del libro di Epifanio FERDINANDO

Cento Storie – Osservazioni e Casi Medici

Castello di Mesagne, Sabato 10 ottobre 2020, ore 18

L’evento si può seguire anche in streaming connettendosi con Qui Mesagne

Esattamente 400 anni dopo la sua pubblicazione, avvenuta a Venezia a spese dell’Università di Padova, si presenta nel Castello Normanno-Svevo di Mesagne un libro che è un vero miracolo, in quanto esprime alcuni valori universali che caratterizzano i popoli civili: la Ricerca, la Formazione e l’Assistenza agli ammalati, che vanno curati al meglio e possibilmente guariti a costi sostenibili!

Il libro Centum Historiae seu Observationes et Casus Medici è un capolavoro scritto da Epifanio Ferdinando in una casa che esiste ancora oggi a Mesagne, a non meno di 200 metri dal Castello. Tradotto dal latino da Maria Luisa Portulano ed Amedeo Elio Distante, studiosi mesagnesi (letterata lei e medico-chirurgo lui), il corposo volume è frutto di una strategia lungimirante per valorizzare l’opera di un genio del territorio. Esso ha richiesto una pazienza certosina, ma ora è fruibile da medici, storici, studenti, ricercatori e da tutti i cittadini che scopriranno in Epifanio Ferdinando una delle menti più acute nella storia travagliata della nostra “piccola” Italia.

Patrocinato dalla Regione Puglia, sostenuto dal Comune di Mesagne e sponsorizzo dalla Contract Research Organization (CRO) ClinOpsHub, il libro sulle Cento Storie fu dedicato a Giulia Farnese, Marchesa di Mesagne, della quale Epifanio Ferdinando fu medico di famiglia ed amico. Si tratta di una mirabile descrizione di casi clinici che racchiudono molteplici domande di ricerca, ragionamenti articolati sulle possibili cause delle malattie, con indicazioni sui rimedi terapeutici. Come emerge dalle citazioni (non esaustive), le patologie sono una sfida per l’umanità ancora oggi: perdita della memoria, epilessia, malattie psichiatriche come depressione, manie, delirio e psicosi, le malattie infettive come varicella, morbillo, sifilide, gonorrea, carbonchio, le tipologie di febbri allora considerate vere malattie, le patologie metaboliche quali diabete, gotta, obesità, magrezza, e poi gli ascessi, la cataratta, l’asma, la pleurite, il carcinoma mammario, le coliche renali, l’ipertrofia prostatica, l’aborto, il parto e le sue complicazioni, la fibrillazione atriale, etc.

Pur scritte circa 4 secoli fa (ma alcune sono andate perse), le opere di Ferdinando contengono linfa, spunti e stimoli per i giovani sensibili che intendono impegnarsi per progettare il futuro con le proprie mani, oggi. In un libro del 1626 trattò La Peste descrivendola come pandemia, e di fatto richiamando i tragici giorni che viviamo ora. Portulano e Distante la tradussero in italiano nel 2001.

Per testimoniare l’importanza delle opere di Epifanio Ferdinando, rese fruibili dallo splendido connubio culturale fra Amedeo Elio Distante e Maria Luisa Portulano, ci saranno il Sindaco di Mesagne Dottor Antonio Matarrelli a nome delle Istituzioni, il professor Giuseppe Armocida Presidente onorario, a nome della Società Italiana di Storia della Medicina, il biotecnologo Stefano Lagravinese direttore scientifico della ClinOpsHub, a nome di un’impresa focalizzata sulla sperimentazione clinica, ed infine Alessandro Distante, presidente dell’ISBEM (Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo) a nome del mondo della ricerca biomedica. L’impegno di tutti loro è quello di valorizzare al massimo la “splendida squadra” di persone che, pur nella periferia del mondo, hanno giocato una grande partita al di fuori del tempo (400 anni), proponendo alle future generazioni un meta-modello da emulare, con lo studio, la serietà, la lungimiranza e la generosità.

 Dopo aver frequentato il Liceo Classico a Francavilla Fontana, la Facoltà di Medicina a Perugia, e la Scuola di Specializzazione a Bologna, Amedeo Elio Distante è stato Medico di Famiglia e Pediatra popolarissimo a Mesagne. Dotato di spiccato acume clinico e di una grande memoria, egli è oggi il direttore dell’Unità di Ricerca dell’ISBEM Storia della Medicina e Storia loco-regionale.

Per oltre 20 anni ha “rubato il tempo al tempo” per lavorare intensamente con Maria Luisa Portulano, amatissima preside scomparsa nel 2017, ancora nella memoria di moltissimi fra noi. Hanno tradotto tutte le opere note del medico e filosofo Epifanio Ferdinando che visse tra il 1569 e il 1638 a Mesagne, dove fu anche sindaco apprezzato, in quanto innovativo. Si deve a lui, peraltro, sia un assetto “rivoluzionario” del piano urbanistico della città che la costruzione della Porta Nuova.

Le informazioni sul volume da presentare sono su: www.s4m-edizioni.it e su www.eliodistante.it

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